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domenica, 04 gennaio 2009
Moebius
Ho bisogno di delimitare lo spazio
tra me e il cielo.
Il cielo non mi piace.
Il cielo illude.
Tutta la gente è convinta
che
ci si possa arrivare,
al cielo.
Con la volontà.
E con le macchine volanti.
Raccontano che l'hanno sfiorato una volta.
Ci sono andati così vicino
da sfregiarlo con le ali.
Tanto che dal basso
sentirono odori nuovi.
Un tizio c'è arrivato
a forza di parole,
una bella pila
con gli strati sfalsati,
solo un poco,
da usarli come scala.
Salì su spigole
orgasmi totali
e ruspe.
Sfidò mosche gialle
e cancellate di ferro,
e non tornò più.
Io mi metto un cappello.
Tiro una linea,
larga come il disegno delle mie tese,
un mondo in paglia di banano.
Mi stringo forte
nella pelle
che sento le ossa
baciarsi.
E' come una pioggia
là fuori,
una fetida orgia
di desideri e ferraglia
che ti casca addosso
con tanfa d'inconpiuto.
Ma se,
quando incontri qualcuno che legge
siedi alla sua sinistra,
non ti serve altro.
Neppure il cappello.
E cominci a pensare,
alle macchine volanti
e alla tenacia.
Al tempo che manca
o al tempo inutile.
Poi scavalchi la puzza
le schiene spezzate
e i rosari.
E ricadi.
Come gli uccelli di cera.
un frammento di retlaW alle 22:48| commenti (3)| Plink |
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Dammi un trito di eternità (quanto basta)
Come aspettare il silenzio
in silenzio
aspettare la fine
gli scrosci di rabbia dal cielo
musica dalle onde
casse armoniche di madreperla.
Come razziare il deserto
i tesori invisibili
la sabbia
e i castelli
come le labbra del vento
le nostre dune.
Come le ombre
come i rapaci
le streghe nei fiordi
i bambini sugli alberi
come il latte di fico
come siamo sempre.
un frammento di retlaW alle 19:43| commenti (1)| Plink | nel mio ventre
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sabato, 03 gennaio 2009
Jambo buana
Di ritorno dall'isola di Mbudia, il barcaiolo, un chaga forse, comicia a smadonnare passando dall'inglese all'arabo allo swahili all'italiano, che dobbiamo starcene al paese nostro che siamo incivili del cazzo che non abbiamo rispetto.
Che veniamo in Africa a fottergli il lavoro e ci scopiamo le loro donne, e che fra le loro donne gira la leggenda dei nostri falli eretti, turgidi come i grattacieli d'occidente, abbiamo cappelle affrescate con tinte pastello e musei a celebrare la nostra virilità.
Ci invita a mostrarglieli, i nostri uccelli, il barcaiolo.
Ci porta nella sua casa da pescatore-Caronte part time.
Sua moglie ha fianchi immensi, strizzata nel kanga.
Le si dipingono sugli occhi mille cartoline d'Europa; una sirenetta con un dildo fra le squame, gondolieri che timonano fra i canali coi loro cazzi di legno, boccali di birra schiumosa.
E' furioso il barcaiolo.
Prega Allah e le anime dei guerrieri.
Sfodera la scimitarra.
Un mattarello d'ebano intarsiato di vene pulsanti.
Noi bianchi lattiginosi, molli come ricotta fresca nei canestrini.
Lui un siluro dei mari del sud.
Noi piccole supposte schizzate fuori da blister troppo capienti.
Il trionfo dell'ovvio.
La caduta degli dei.
La moglie del barcaiolo non sogna più.
Negli occhi bambini divorati dalle mosche.
Difterite e diarrea gialla.
E comincia a sbraitare la donzella.
Bastardi bianchi bastardi.
Tornate a fottervi le vostre magrissime troie.
Andate a impestare le tube delle vostre sorelle.
Infilatevi nel culo le vostre penne, le vostre reflex, e i vostri dolcetti.
Morite voi e le vostre ONG i vostri ambasciatori dell'UNICEF e i burocrati della FAO.
Lasciateci in pace a fare l'amore in mezzo alle alghe.
Smettete di sporcarci la pioggia.
Bastardi.
Ridateci i nostri, di sogni.
Poi si mettono a urlare tutti.
Arrivano altri uomini, altre donne.
E dio solo si ricorda cosa ci hanno fatto.
Prepotenti come noi.
Indifferenti come noi.
Ma più veri.
Più disperati.
Più sinceri.
E per una volta, almeno una cazzo di volta in questo mondo capovolto ce lo siamo preso in culo noialtri.
un frammento di retlaW alle 13:49| commenti | Plink | inquilini delle fogne
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martedì, 30 dicembre 2008
Claudia
Tu non lo sai.
Ma lo sai eccome.
Ti voglio bene.
un frammento di retlaW alle 01:52| commenti (1)| Plink |
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lunedì, 29 dicembre 2008
E-culis (cronache intestinali)
Qui trovano teschi di bambini sulla battigia.
Leggende di provincia a go-go.
Balzeros nordafricani.
Scarti voodoo.
C'è un pedofilo che si aggira fra di noi.
Qui c'è fermento.
ChissaràasfidareRenatinoalleelezioni?
Il profeta panificatore?
O il sindaco operaio?
Qui c'è chi progetta.
Florianopolis o muerte!
Uccio! Uccio!
Dove sei?
Ci ricevi?
Ti spariamo in cielo i nuovi broadcasters de l'Alguer!
Tric è morta!
Forse anche la vecchia che inciampava ne las ginchettas!
E il tuo colbacco dov'è?
Lu tens amb tu?
Giù a Mogorella un cacciatore spara a un cinghiale.
Ultimo giorno di caccia.
Il porco s'infratta in mezzo agli arbusti.
Il cacciatore s'avvicina.
Cazzo, l'ho colpito.
Il porco s'incazza a dovere.
Quando si dice una bestia ferita.
Carica con tutta la forza che può.
Azzanna le gambe dell'incauto.
Quello spara, spara, spara.
Si spappola la femorale.
Fiotti di sangue.
E via a tamponare.
Morto.
Suicidato.
Per non essere fatto a pezzi dal porco.
Povero.
E il porco? Non ci dicono un cazzo del porco.
Non si sa se è fuggito, se sta appeso a spurgare in caserma, se è già marinato.
Volevo fare una tappa al museo del pane artistico.
Ma tant'è.
Ho da badare ai bambini.
Intanto apprendo che: uno che si faceva le canne con me è giornalista a Rai Regione; uno che mi vendeva le canne si candida al consiglio regionale; il mio elettrauto è uno sponsor di punta del broadcasting cittadino.
Cla si incazza perchè non rispondo al telefono.
Rebel mi manda i saluti perchè non sa quando parto e quindi si porta avanti col lavoro.
Qui a Borgata Profughi il prete è sempre ubriaco quindi delle confessioni si occupa un supposto vicario.
E' pieno di ragazzine quindicenni che invece di scaccolarsi e parlare di Skamarcio troieggiano allegramente, vestite tutte uguali.
Il fratello dello stilista più famoso di questo buco di culo... cazzo non posso dirlo altrimenti mi querelano, ma tanto basta che vedete il suddetto stilista più famoso di questo buco di culo e si capisce.
Le ragazzine quindicenni che non si scaccolano nè si eccitano per Skamarcio corteggiano svariati calciatori delle squadre dilettantistiche dell'area metropolitana del buco di culo.
E anche quelli delle varie Borgate limitrofe.
Le suddette troiette sono presenti ovviamente anche al Bluscazz, nota discoteca di un piccolo sfintere anale non distante da qui.
Al Bluscazz c'è possibilità di tampinare i mitici giocatori della Torrese.
Figli di un dio minore e di una nobile battona decaduta.
E' come se al Trò ci fossero le troiette che tampinano i rugbisti della locale squadra.
Solo che i rugbisti hanno beneficiato di un'improvvisa scalata nella gerarchia sociale di codesto buco di culo.
In virtù di una pseudo cultura che li proietterebbe nell'elite degli umani.
Addirittura sono sbucate squadre di rugby nel gran buco di culo capoluogo di provincia.
Figurati se i mangiamelanzane non si fiondavano su qualcosa di esclusivo.
Hanno fatto pure il derby.
A San Camillo, al campo del manicomio.
Che quando ci andavo io a giocare con la mia squadra di calciatori plebei ci ridevano dietro.
E a capodanno?
In piazzetta?
Al Mecc-ANO?
A troie sulla Buddi Buddi?
Affanculo?
Facciamo il capodanno su feisbuc?
Alla mezzanotte lanciamo tutti i piccì dalla finestra, e poi ci tuffiamo appresso?
Con tutta la nostra chilometrica lista di amici che neppure ci si inculano in mezzo alla strada?
Evvai!!!
Bagassa di figata... cazzz!
Ajò che ci vediammo al Sergenpepper gazzu.
Lo so che sono un cagacazzi criticone, rosicone, forunato, ingrato etcetc.
E quindi?
E voi?
No, dico, e voi?
un frammento di retlaW alle 16:51| commenti | Plink | pseudonotizie, inquilini delle fogne
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domenica, 28 dicembre 2008
Ce l'ho
Abbiamo sacchi di yuta pieni di bugie.
Abbiamo fantasia. Usiamola.
Abbiamo debiti col passato.
Abbiamo debiti col futuro.
Abbiamo milioni di antenne paraboliche sui balconi, sui tetti, sappiamo quando un fulmine spacca il culo a un passero, ma non ascoltiamo.
Abbiamo l'emergenza caldo.
E abbiamo l'emergenza freddo.
Abbiamo l'emergenza alpinisti.
Abbiamo i nuotatori occasionali.
Abbiamo le finanziarie e le cartolarizzazioni.
Abbiamo la carie.
Abbiamo la giornata dell'igiene dentale.
Abbiamo vaselina, vibratori e manette.
Le carezze scarseggiano.
Abbiamo spacciatori che si imbottiscono di lassativi.
E ci fumiamo merda intercontinentale.
Abbiamo Shuttle, Mir, Esa, Nasa, Cif, Mastrolindo, Iva, Opa, e acronimi e sigle e crasi e neologismi, che oramai ci si è contratta pure la voglia di pensare alle parole.
Abbiamo farfalle.
E spilli e quadri.
E abbiamo l'illusione che lei ci caschi.
Abbiamo molecole che regolano tutto.
Dall'affettività alla diarrea.
E siamo actiregularis.
Abbiamo nostalgia.
Rancore.
Furia.
Colluttori.
Talco mentolato.
Olio canforato.
Abbiamo orari sfalsati.
Abbiamo passaggi a casa: non ricordo bene ma li abbiamo.
Abbiamo pelli di leopardo nei salotti.
Ma chi cazzo sa davvero dov'è Ngoro Ngoro?
Abbiamo luci di lampioni che riflettono la pioggia.
Abbiamo paura dei lampi, del buon vino e della luce di una candela.
C'è un velo di distrazione quando ci parlano dei viaggi di nozze.
C'è un'invidiosa indifferenza se un passante è innamorato.
Abbiamo dubbi e incertezze.
E quei pochi punti fermi li farciamo di dinamite, e il comando a distanza è un'estensione del nostro uccello o il feticcio dell'amore che è appena esploso.
Abbiamo angeli custodi ma ci affidiamo al Superenalotto.
Abbiamo Linux ma ci facciamo inculare da Bill Gates, Paul Allen, Ron L. Hubbard e Carlo Debenedetti.
Avevamo Malcolm X.
Avevamo Gandhi.
Avevamo Kubrik.
Adesso abbiamo Obama.
E adesso abbiamo una vagonata di leccaculo che son convinti che se ci si prostra davanti al presidente surfista egli farà come Mosè: aprirà le acque del Pacifico e arriverà l'onda perfetta, quella che non frange mai e tutti surferanno felici e contenti.
Qualcuno ha speranza.
Molti sostengono di aver votato il surfista nonostante siano di nazionalità italiana, padre ignoto e mamma puttana.
Io sono moderatamente contento.
Chiedete ai neri di Compton se hanno speranza.
Abbiamo digressioni degne di Pannella.
Abbiamo verbi che ripetiamo all'infinito. Ma coniugati.
Abbiamo -------- l'ho dimenticato, ma in termini Junghiani qualcosa sicuramente lo abbiamo.
Abbiamo la nostra bella wishlist sotto il cuscino.
Alcuni hanno un fazzoletto impregnato di caccole sotto il polsino del pigiama.
Ma il pigiama è di qualche stilista famoso.
Quindi anche le caccole sono glamour.
Abbiamo feisbuc.
Abbiamo quelli che fanno le feste di feisbuc.
Abbiamo quelli che mettono le magliette di fesibuc.
Abbiamo quelli che sperano di trovare una tana per la notte su feisbuc.
Abbiamo un tale che ha deciso di uccidere Zuckermaier, Zuckerberger o come diavolo si chiama il tizio che ha invenato feisbuc.
Abbiamo una che ti incontra in libreria, mentre ti fai beatamente i cazzi tuoi e speri di trovare un libro che ovviamente non c'è, che ti saluta dicendo "chi non muore si rivede!".
Tu tagli corto, le fai capire che non è amica tua, che ti sta un pò sulle palle, che non hai voglia di raccontarle i cazzi tuoi... e poi la senti chiedere alla commessa della libreria consigli su un libro da regalare.
Abbiamo gente triste che non sa neppure scegliere un libro in autonomia.
Abbiamo gente che non sa leggere.
Gente che è andata a sQuola.
Abbiamo madri sole.
Abbiamo luci al neon.
Abbiamo viltà e tonnellate di carne in scatola.
Abbiamo il coraggio di mentire.
Abbiamo paura.
Abbiamo paura.
Abbiamo paura.
un frammento di retlaW alle 15:10| commenti (2)| Plink | vortici
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sabato, 27 dicembre 2008
Eccheccazzo (fondamentalmente mi sono rotto i coglioni di...)
Questo è un buco di culo nel bel mezzo del mare.
Qui è paura, rancore e bile fluorescente.
I pranzi sono baccanali con culi tette e sorrisi, oppure maledette ore d'ansia.
E il buon mare non ci caga mica via! Bastardo amico mio!
Lancia mulinelli, scorreggia flutti e ci si piglia in culo solo per ridere di noi.
Questa è la felicità! Questa è la nostra occasione di celebrare il calore dei corpi!
Questa è la nostra condanna!
L'ebbrezza o le unghie in sangue!
Questo è un buco di culo! E si fotta Vladimira e il bon ton da checca isterica! Al mio fratello mare piace abbracciare con gli sfinteri la disperazione della mia stirpe. O i sessi sbrodolanti di chicchessia!
Fag fag fag!
E non lo voglio il tuo bacio di Giuda!
Al mio infame amico, il Signor Mare, piace il rosso della festa!
I coriandoli i roscè (fatti i cazzi tuoi lo scrivo come voglio roscè) i datteri tunisini formaggelle culurgiones e lacrime!
E i Remo i Pino Diez i Pinuccio Canessa i Mendez i bastardi che ancora si fanno le pere e quelli che non si lavano e le troiette con gli stivali rossi e tutti i cazzi che vi si fottano.
E' porco!
Vaffanculo ai bisogni, merda la cristianità occasionale, in culo agli atei falsi perbenisti che giudicano le mutandine rosse delle suore filippine.
Mia nonna soffre come il Cristo sulla croce ma mi sorride sempre e prende per il culo il dolore.
Un mio amico è a Verona perchè suo papà sta morendo.
Nella stanza accanto mia madre si sballa di Tavor, e in soggiorno mio padre si messaggia con l'amante e scorreggia.
Mio fratello dorme.
Io non so come uscirne.
Cazzo, un mio amico mangia ricci e beve grappa, alla faccia di quei succhiacazzi che rompono il i coglioni perchè si dovrebbe andare in spiaggia, sorseggiare il vino rosso e pagarli un'inculata la dozzena!
Poi mi dicono che a Fonni ci sono -(meno, per te che non capisci un cazzo) 18 gradi; ed io so che differenza c'è fra il gelo e un vulcano nelle vene.
Mi sono ustionato, sono scappato di casa, ho pregato gli dei che non mi facessero svegliare, ho inciso un cazzo sul cofano di uno stronzo che mi sta sulle palle.
Adesso prendo una sparachiodi, ammazzo tutti i vecchiacci bocciofili e mi suicido con la busta del pandoro.
E voi bastardi come lui(il Mare, faccia di merda che non stai attento quando leggi, forse perchè ieri eri troppo intento a fare il figo al Trò e ti è rimasto il cervello impastato a capire che cazzo ci fanno dei buttafuori argentini visto che in questa città di sacchi di merda gonfi di steroidi ce n'é già abbastanza, e tu sei il primo. Merda!) levatemi le mani di dosso!
Io sono uno stronzo figlio di puttana senza dio e senza rispetto.
E mi cago via da questo schifo.
un frammento di retlaW alle 19:13| commenti (2)| Plink | inquilini delle fogne, vortici, nel mio ventre
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martedì, 02 dicembre 2008
Buon compleanno...
un frammento di retlaW alle 17:15| commenti (1)| Plink |
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sabato, 29 novembre 2008
Non sono Lina Wertmuller, non ho 5000 occhiali bianchi e questo non è il titolo della mia poesia: questo è il nostro sodalizio.
Giurami lacrime e dannazione
come i tuoi fianchi promettono danza.
Scrivi dei giorni in cui ero un albero
e resina e frutta e radici,
e tu terra diluvio e pudore
mi hai fatto da madre,
e insieme da amante e dolore perfetto.
Giurami ponti sospesi
i silenzi fra la certezza e il mostro.
Parla del tempo incosciente
dell'amore all'assalto,
e gli scudi le spade l'argento
i dirupi la corde e l'attesa
per gli angeli infami e i miei denti.
Giura lacrime e dannazione,
sulle mie gioncchia, lacrime e dannazione.
un frammento di retlaW alle 02:00| commenti (3)| Plink | scatti, vortici, nel mio ventre
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sabato, 15 novembre 2008
Piccolo compendio della felicità
C'è un tempo per ogni cosa.
Per l'amore e il fracasso.
C'è tempo per i ritorni e non c'è mai tempo per il contatto.
E c'è aria di pioggia, c'è caldo e c'è il sogno.
Poi c'è il sesso, c'è i graffi gli schiaffi e il perdono.
Vediamo se c'è la rinascita, vediamo se si può festeggiare.
Se il sè si compatta, se sei la sconfitta.
Ma c'è la risorsa, la sola che abbiamo.
Il bene, il rispetto, il coraggio.
Ci sei tu e io sono felice.
un frammento di retlaW alle 14:24| commenti (8)| Plink | nel mio ventre
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